“Cagliari, giù le mani dal centro di solidarietà e dall’ospedale Civile”

L’opinione di Marcello Roberto Marchi: “L’Università, l’Ersu e la Regione hanno un “mare” di edifici pubblici in pieno centro storico, vuoti, inutilizzati e abbandonati, per i quali avrebbero ben lavoro da fare, per metterli a servizio dell’Università e degli Studenti, anche per le loro esigenze di vita quotidiana, piuttosto che  mettersi in testa di sottrarre locali adibiti a servizi essenziali della Città e dei cittadini”

Giù le mani dai locali del “Centro della solidarietà” , così come da quelli dell’Ospedale Civile !!! . L’Università, l’Ersu e la Regione hanno un “mare” di edifici pubblici in pieno centro storico, vuoti, inutilizzati e abbandonati, per i quali avrebbero ben lavoro da fare, per metterli a servizio dell’Università e degli Studenti, anche per le loro esigenze di vita quotidiana, piuttosto che  mettersi in testa di sottrarre locali adibiti a servizi essenziali della Città e dei cittadini.
La proposta che è stata avanzata, quella di allontanare il Centro della Solidarietà da Viale Sant’Ignazio e  di chiudere al traffico la stessa strada da Buoncammino ai Salesiani, se non dire strampalata , è folle. E’ sotto gli occhi di tutti come  il normale,ordinario traffico veicolare in Centro Storico è già problematico e fortemente penalizzato per le scelte fatte in questi ultimi anni dall’Amministrazione comunale, che ha  sacrificato le comuni  esigenze di vita quotidiana dei cittadini alla “movida” e alla pedonalizzazione, per favorire la ristorazione all’aperto, con centinaia di tavolini e migliaia di sedie sparse dappertutto ( pensate che sono state tolte anche  panchine già installate per accontentare le richieste dei bar, come per esempio quelle di Piazza Aramu, sulle quali sarebbe opportuno che chi di dovere ci mettesse una qualche attenzione, mentre le panchine del Corso Vittorio sono quotidianamente ” inglobate” tra i tavolini e le sedie”, quasi inaccessibili ai cittadini ).
Ipotizzare di pedonalizzare la Via Azuni, come è stato proposto in Consiglio Comunale, e il Viale Sant’Ignazio, come ha proposto il  Presidente dell’ERSU, siamo al limite  dell’incompetenza e della superficialità nell’affrontare i temi trattati, tenuto conto, per quanto riguarda le due strade citate della funzione di raccordo e di svincolo che le due arterie hanno nel contesto urbano del Centro storico.
Verrebbe da dire : ma in che mondo vivono ? Le stesse scelte finora fatte negli ultimi dieci anni sulla viabilità in Centro storico pongono dei grossi interrogativi sugli interessi pubblici dei quali non si è voluto e non si vuole tener conto, così come non si è voluto tener conto della realtà insediativa della Città che si è sviluppata nel corso dei decenni, dal dopoguerra ad oggi, con tutte le esigenze del cosiddetto  ” vivere civile ” delle quali si deve comunque tener conto da parte della pubblica amministrazione. Invece, a quanto pare, si vuole percorrere la strada della distruzione ” a prescindere” dell’esistente, dare sfogo ad una ” modernità” solo per fare ” tendenza” ma ormai superata dai tempi, quella modernità che tende a far dimenticare i problemi, con l’animo e la mente inebriati di un futurismo passato di moda, arrivato in ritardo in Sardegna e a Cagliari, come tante altre mode che hanno varcato il Tirreno. Ai giovani, ma anche alle loro famiglie, occorre dare obiettivi certi e accompagnarli a conseguirli, culturalmente ed economicamente.
 La strada non è certo la solita e tardiva ” movida “, le vie  della pedonalizzazione , piene di attrazioni diversive che, alla fine della giornata, quando viene la notte … che pensi ?!
Marcello Roberto Marchi


In questo articolo: