Cagliari, operatori e infermieri aggrediti al Ss. Trinità: “Si lavora nel terrore”

Due casi in appena 48 ore nell’ospedale, un Oss e un infermiere pestati nel reparto di Psichiatria 2. L’allarme della Fials: “Nessuno difende il personale, è assurdo che uno vada a lavorare e non ritorni a casa integro o, peggio ancora, finirla ricoverato”

di Paolo Rapeanu

Un Operatore socio sanitario lunedì, un infermiere martedì. Stesso aggressore – un paziente affetto da problemi psichiatrici – e “finale” non troppo diverso. Calci e pugni a entrambi, con l’Oss che se l’è “cavata” con un occhio nero e qualche altro acciacco e l’infermiere che è finito nel reparto di Chirurgia del Policlinico di Monserrato con venti giorni di cure. Una situazione da “bollino rosso”, quella vissuta negli ultimi giorni nel reparto di Psichiatria 2 del Santissima Trinità. E i sindacati non ci stanno: la Fials, attraverso il suo segretario provinciale Paolo Cugliara, chiede un deciso cambio di rotta.
“Troppi casi e nessun intervento, abbiamo chiesto più volte di poter visionare il registro degli infortuni, appellandoci al responsabile del Dipartimento di salute mentale ma lui, elegantemente”, ironizza Cugliara, “ha sempre annuito ma poi non ci ha fatto vedere nulla. I colleghi sono terrorizzati e quando iniziano i turni sono pieni di paura. L’azienda deve fare tutte le indagini del caso per individuare le varie responsabilità e intervenire, una volta per tutte, per consentire ai lavoratori di operare in piena sicurezza. Non è possibile che uno debba correre il rischio di uscire di casa sulle proprie gambe e poi non ritornarci integro, o addirittura finire ricoverato in ospedale”.


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